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Giu/01/2008
Spettacolo teatrale dei ragazzi dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana di Opfikon-Glattbrugg
Due le rappresentazioni proposte, “Radiopanico”, tratto da un racconto di Carlo Lucarelli e “Non ti pago”, commedia in tre atti di E. De Filippo.
Articolo della capo redattrice Chiara Marcon apparso su www.ilgiornale.ch
La locandina della rappresentazione
Mag/23/2008
Intervista radio al presidente del C.A.S.L.I. di Zurigo, Aurelio Chiapparini
Radio LoRa: FM 97,5 MHz
LoRa Web Radio: http://www.lora.ch/webradio.php
Gen/29/2008
Insegnanti di Lingua e Cultura Italiana
Il 13.01.08, presso la Casa d'Italia in Zurigo, il gruppo docenti dei corsi di lingua e cultura italiana assunti in loco dal Casli e dall'Enaip hanno organizzato un incontro-dibattito dal titolo "Futuro dei docenti assunti in loco: quale legge?"
Hanno partecipato il sen. Claudio Micheloni, l'on. Franco Narducci, l'on. Gianni Farina, il Console Generale d'Italia a Zurigo, Ministro Veltroni , il presidente del Comites Paolo Da Costa, alcuni rappresentanti dei sindacati scuola e del CGIE, il coordinatore degli Enti Gestori in Svizzera, Roger Nesti, il presidente del CASLI di Zurigo Aurelio Chiapparini, il direttore dell'Enaip di Lucerna Paolo Tedesco, rappresentati dei comitati genitori e genitori.
Il presidente del COMITES, Paolo Da Costa, ha aperto l'incontro, salutando gli ospiti e illustrando brevemente il tema inerente la riforma della legge 153/1971.
Nella loro introduzione, gli insegnanti hanno spiegato all'assemblea chi sono i docenti assunti in loco e perché politici, sindacalisti, operatori della scuola, rappresentanti dell'emigrazione organizzata.
Hanno evidenziato che c'è molto materiale sulla riforma della 153, ma poco si sa dei docenti assunti in loco. Sono dei lavoratori invisibili, scarsamente conosciuti, o conosciuti solo attraverso le parole dei presidenti degli Enti che ne apprezzano la professionalità.
I docenti assunti in loco sono soprattutto insegnanti che operano nella SCUOLA, svolgono SERVIZIO PUBBLICO e collaborano al progetto educativo dei Paesi in cui loro stessi vivono e in cui vivono e crescono gli alunni dei corsi.
E`stata analizzata la normativa vigente per i docenti assunti in loco, soffermandosi sulla legge 243/ 1993 che ha semi-privatizzato i corsi di lingua e cultura e ha creato due categorie di insegnanti che con contratti diversi svolgono lo stesso servizio pubblico: il contratto locale privato e il contratto dello Stato italiano.
In ogni momento dell'anno, qualora si verifichi una riduzione del numero degli alunni nei corsi degli insegnanti ministeriali, i docenti assunti in loco devono cedere ai colleghi di ruolo le classi in cui insegnano.
Inoltre, questo tipo di semi-privatizzazione ha determinato numerosi altri paradossi e contraddizioni di tipo didattico.
Un sistema legislativo che prevede una categoria di lavoratori precari con pochissimi diritti e molti doveri, al solo fine di garantire tanti e consolidati diritti di altri lavoratori , è un sistema che non produce sviluppo e ricchezza, ma solo disagio e conflitto.
E` intervenuto poi il Ministro Veltroni che ha dimostrato ancora una volta un'attenta partecipazione ai problemi della scuola e dei cittadini italiani residenti nel Cantone di Zurigo. Ha inoltre ribadito la necessità di cambiamenti radicali atti al riassorbimento del precariato e a eliminare le punte più acute di disparità tra gli insegnanti.
Nei diversi interventi gli insegnanti hanno elencato gli obiettivi dei docenti assunti in loco. Essi chiedono che la nuova legge riconosca:
a) una retribuzione adeguata ai parametri della vita locale,
b) gli anni di SERVIZIO PUBBLICO prestati presso enti privati,
c) la possibilità di votare nei collegi docenti.
In seguito, sono state illustrate le finalità delle proposte presentate in Parlamento e che sono in attesa di essere amalgamate, esaminate e discusse dalla commissione.
Dalla presentazione è emerso che la "nuova" 153 dovrà avere forti caratteristicheinnovative per quanto riguarda l'intervento dello Stato nella gestione sia delle scuole italiane all'estero sia delle iniziative culturali a favore degli emigrati e dei loro congiunti. Le proposte e il disegno di legge prevedono in particolare:
a) la creazione di una "Agenzia", composta da diversi Ministeri, (l'Onorevole Narducci prevede che tale compito venga affidato alla DGIEPM-Direzione Generale per gli Italiani all' Estero e le Politiche Migratorie-) che deve gestire l'intervento dello Stato italiano all'estero;
b) nuove e diverse funzioni degli Uffici Scuola;
c) certificazione Uni-Iso 9001 che attesti la qualità gestionale, organizzativa e amministrativa degli Enti Gestori;
d) valorizzazione e rafforzamento della professionalità degli insegnanti assunti in loco attraverso la formazione e l'aggiornamento, finalità questa che è un diritto-dovere che spetta allo Stato;
e) ricorso ai docenti inseriti nei ruoli della Pubblica istruzione per le scuole (la senatrice Pellegatta prevede in ogni caso il solo utilizzo dei docenti di ruolo) e dei docenti assunti in loco per ciò che attiene ai Corsi di lingua e cultura e ad altre iniziative;
f) maggior coinvolgimento degli Istituti di Cultura nella gestione degli interventi nel settore;
g) analisi del territorio con elaborazione di Piani Paese da parte di tutti gli attori coinvolti nella gestione e/o compartecipazione alla proposta culturale.
I docenti hanno osservato che il 90% delle proposte di legge è incentrato sulle scuole italiane all'estero e il rimanente 10% riguarda principalmente ed esclusivamente i Corsi di lingua e cultura a futura gestione degli Enti privati.
A conclusione dell'intervento illustrativo Paolo da Costa ha dato la parola ai rappresentanti parlamentari.
L'on. Franco Narducci ha ribadito e sottolineato l'importanza degli Enti Gestori per il lavoro svolto in questi lunghissimi anni, anche se manca ancora il riconoscimento di equiparazione. Ha lanciato, inoltre, un appello ai sindacati che devono avere interesse a valorizzare la professionalità dei docenti assunti in loco.
Il sen. Claudio Micheloni garantisce un forte appoggio da parte del Senato al processo di revisione della 153 e ha ribadito la necessità di un'armonizzazione unitaria delle diverse proposte di legge
L'on. Gianni Farina ha rimarcato che gli insegnanti locali sono all'altezza di dare un contributo alla formazione e all'insegnamento dell'italiano ai nostri connazionali all' estero.
I parlamentari hanno sottolineato l'importanza della Certificazione linguistica che che costituisce una delle tante strade percorribili per raggiungere lo sviluppo dell'identità dell'allievo e che allo a stesso tempo conferisce un'ulteriore qualificazione spendibile nel mondo del lavoro.
A questo proposito, è stato aggiunto che non bisogna assolutamente sottovalutare l'esagerata composizione numerica delle pluriclassi in cui la lingua 2 diventa sempre più dominante.
Dopo i parlamentari, hanno preso la parola i rappresentanti dei Sindacati.
Massimo Mari FLC CGIL ha dichiarato che non è compito del sindacato italiano intervenire in un settore che esula dalla normativa italiana ( è bene ricordare qui che gli insegnanti assunti in loco seguono la normativa del Paese ospitante in quanto l'Ente deve rispondere alle leggi locali ) ma, eventualmente, potrebbe/dovrebbe essere compito dei Sindacati locali tentare di risolvere i problemi. Diverso è invece l'aspetto politico/normativo che riguarda i politici che devono, attraverso la loro specifica funzione parlamentare, con nuove norme tutelare i cittadini .
Gianni Valente rappresentante della Uil Scuola e portavoce di Angelo Luongo ha prospettato un'evoluzione degli Enti in istituzioni scolastiche simili alle scuole paritarie.
Roger Nesti, coordinatore degli Enti gestori, ha valorizzato la professionalità dei docenti assunti dagli Enti anche per la loro conoscenza della lingua locale.
Sono seguiti interventi di alcuni docenti, del presidente del Casli A. Chiapparini, di A. Rüdeberg del CGIE, di G. Bozzolini, direttore dell'Ecap, di P. Tedesco, direttore dell'Enaip.
A conclusione dell'incontro i docenti assunti in loco si sono dichiarati soddisfatti dell'andamento della discussione e hanno ribadito ai politici, ai sindacati, ai Presidenti degli Enti Gestori, a tutti gli operatori scolastici la richiesta di un impegno concreto al fine di elaborare una legge che valorizzi la loro professionalità e che riconosca loro gli anni di lavoro impegnati al servizio della SCUOLA.

Sindicazione
01.06.08 @ 14:27:38
da Anna Laura